Fondi europei e Comuni: gli strumenti di formazione e di approfondimento della Fondazione IFEL. Per gli Enti Locali, e non solo
Fondi europei e Comuni: una storia complicata?
I Comuni e gli enti locali hanno un ruolo fondamentale nella “messa a terra” delle risorse europee sui territori, ma incontrano difficoltà di accesso e utilizzo dei fondi, per mancanza di risorse e di personale dedicato, di formazione e di strumenti.
Una situazione che contribuisce direttamente, insieme alle difficoltà delle Pubbliche Amministrazioni, al mancato utilizzo di molti dei fondi europei, in particolare dei Fondi Strutturali. Basti pensare che, secondo i dati più recenti (agosto 2025), a quattro anni e mezzo dall’avvio della programmazione 2021-2027, in Italia, è stato speso appena l’8% dei fondi FESR, FSE+, JTF e FEAMPA. Uno scenario su cui si è concentrata anche la ricerca di Eurispes “La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volàno della nostra società” (il cui video di presentazione è disponibile qui).
Come Guida, manteniamo da tempo l’attenzione su questo tema: abbiamo dedicato un articolo al tema dei progetti europei e degli enti locali, un altro post ad iniziative dedicate, e abbiamo presentato alcune buone pratiche e strumenti disponibili online per i Comuni, come la Guida di ANCI Lombardia e quella di UNCEM dedicata a progettazione europea e Comuni montani.
In continuità con questo impegno, approfondiamo ora le opportunità e gli strumenti messi a disposizione dei Comuni dalla Fondazione IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale), istituita dall’ANCI quasi 20 anni fa per colmare il divario tra i territori e l’Europa.
Proprio di recente (metà novembre) l’ANCI ha tenuto a Bologna la sua assemblea nazionale annuale.
Le opportunità di formazione della Scuola della Fondazione IFEL
“La Fondazione IFEL ha l’obiettivo di rafforzare le capacità dei Comuni italiani in materia di gestione amministrativa, economica e finanziaria, con attività di ricerca e formazione in diverse aree tematiche, che includono anche i fondi europei e le politiche di coesione”, spiega il Presidente di IFEL e sindaco di Novara, Alessandro Canelli. La formazione, curata dalla Scuola IFEL, è una delle sue principali attività. “Dal 2022, anno di avvio della Scuola IFEL – prosegue Canelli – sono state erogate oltre 700 attività formative in sincrono e asincrono; sono oltre 554mila i partecipanti alle attività formative della Scuola IFEL e 110 mila gli open badge rilasciati. Tutte le opportunità formative sono disponibili nella home page della Scuola IFEL. Le registrazioni delle iniziative formative e i materiali didattici sono disponibili sulla piattaforma Scuola IFEL. Le attività di formazione della Scuola IFEL concorrono al raggiungimento del monte ore annuale previsto dalla Direttiva del Ministro Zangrillo come da Protocollo di intesa siglato in data 29 febbraio 2024, nell’ambito del quale si prevede anche la possibilità di mettere a disposizione prodotti formativi della Scuola per il Syllabus”.
È possibile consultare l’offerta formativa della Scuola IFEL:
- attraverso le pagine dedicate ai corsi di Basic Knowledge (corsi di auto-apprendimento di base online), ai corsi di Upskilling/reskilling (principalmente online, per la diffusione di competenze più ampie e innovative con un impatto sull’operatività dei Comuni) e ai percorsi di alta formazione (Masterclass e Bootcamp);
- attraverso un catalogo online e un calendario delle formazioni;
- attraverso una pagina dedicata ai podcast tematici della Scuola IFEL, che forniscono aggiornamenti continui e puntuali mediante brevi interventi.
L’accesso ai corsi della Scuola IFEL è gratuito, previa iscrizione. Per tutte le attività formative erogate dalla Scuola è previsto il rilascio di un open badge (notarizzato su blockchain) per attestare (a seconda dei casi) la partecipazione o la competenza acquisita.
I podcast e altri corsi e materiali formativi sono disponibili anche sul canale YouTube della Scuola IFEL.
I corsi della Scuola IFEL: i temi e i contenuti
Pensate specificamente per il personale comunale, le formazioni della Scuola IFEL offrono spunti di interesse anche per un pubblico più ampio. Riguardano numerosi temi di grande interesse e attualità, tra cui i fondi europei e la politica di coesione.
Tra i temi e i contenuti trattati nell’offerta formativa della Scuola IFEL citiamo ad esempio:
- Uso dell’Intelligenza Artificiale e Cooperative management per l’IA nei Comuni, divisi a loro volta in quattro parti, rispettivamente: IA generativa al servizio dei dipendenti comunali, Come adottare e integrare l’IA generativa nel lavoro quotidiano, Strumenti e prompt efficaci per i dipendenti comunali, Le nuove frontiere operative con l’IA generativa; e Management delle organizzazioni, Cooperative management e Innovazione e Artificial Intelligence. Un nuovo corso sull’IA e sul suo potenziale è in partenza a dicembre;
- Leadership e gestione della complessità e Leadership al femminile, divisi a loro volta rispettivamente in tre corsi (Il proposito, Le persone e I processi) e in quattro corsi (Capire il contesto, Leadership personale, Cambiamento individuale e Cambiare insieme);
- Bilancio e contabilità (livello base) e Bilancio condiviso (livello avanzato), divisi a loro volta rispettivamente in tre corsi (La programmazione, La gestione e La rendicontazione) e in sei corsi (Relazioni con il servizio finanziario, Programmazione del bilancio, Gestione delle entrate e delle spese, Variazioni al bilancio e alla programmazione, Piano annuale dei flussi di cassa e Fase di rendiconto);
- Talent management e Age Management, divisi ciascuno a loro volta in tre corsi, rispettivamente; Attrarre i talenti, Accogliere e gestire i talenti, Coinvolgere e valorizzare i talenti; e Age management e differenze generazionali, Valorizzare le generazioni nel lavoro pubblico e Inclusione, benessere e collaborazione tra generazioni
C’è molto altro, con contenuti più o meno specificamente dedicati alla realtà dei Comuni e delle amministrazioni locali. Ecco altri esempi: Tempestività dei pagamenti, Le transizioni della PA, Relazione e collaborazione tra persone, uffici, enti, Hybrid work, Anticorruzione, trasparenza e antiriciclaggio nel codice degli appalti, Principi fondanti della Privacy e tutela dei dati personali.
Quasi tutti i corsi sono integrati da una serie dedicata di podcast.
La formazione di IFEL su fondi e progettazione europea
L’offerta formativa della Scuola IFEL affronta varie tematiche legate ai fondi e ai progetti europei. Menzioniamo in particolare una serie di webinar dedicata ai fondi europei, ordinati per data:
- 10/12/2025 - Iniziativa Urbana Europea: opportunità per la pianificazione urbana integrata (di cui avevamo parlato qui)
- 30/10/2025 - Enti locali e fondi diretti UE analisi, strategie e opportunità
- 28/10/2025 - Verso il nuovo Bilancio UE. Quadro Finanziario Pluriennale 2028-34
- 09/10/2025 - Le novità del Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034 e gli impatti sui programmi UE
- 08/07/2025 - l Piano strategico nazionale delle aree interne
- 18/02/2025 - La Cooperazione Territoriale Europea 2021-2027: opportunità per i Comuni
- 18/10/2024 - I costi ammissibili al PNRR
- 11/10/2024 - Il flusso di rimborso comunitario per i progetti PNRR dei Comuni
- 04/10/2024 - Il Sistema di gestione e controllo del PNRR
- 10/09/2024 - Il ruolo dei Comuni nel nuovo Piano strategico della PAC 2023-2027 - Aggiornamento
- 09/07/2024 - Politiche del lavoro e coesione economico, sociale e territoriale
- 02/07/2024 - Il nuovo quadro della coesione 2021-27
- 25/06/2024 - Politica di coesione, PNRR e nuovo regolamento STEP
- 18/06/2024 - Capacità amministrativa
- 13/06/2024 - Alcuni aspetti meno noti di Horizon Europe
- 11/06/2024 - Raccordo tra la politica di coesione e PNRR
- 29/05/2024 - Metodiche innovative di progettazione del programma Horizon Europe
- 15/12/2023 - Non solo scuola e scambi tra studenti: il programma Erasmus+ le diverse opportunità
- 10/20/2023 - Un focus sui Programmi Life+ e Horizon Europe
- 19/07/2023 - Monitoraggio degli interventi finanziati dal Piano Nazionale Complementare al PNRR
- 27/07/2023 - Finanziamenti diretti europei
- 07/07/2023 -Supporto all’attuazione degli investimenti territoriali: il Fondo per i Comuni marginali
E altre due serie di webinar meno recenti, ma ancora di interesse:
- Europrogettazione e finanziamenti europei Prospettive per le amministrazioni locali: Webinar 1 (13/10/2021) Webinar 2 (19/10/2021) Webinar 3 (4/11/2021)
- La gestione strategica dei finanziamenti europei (febbraio 2019): Webinar 1 - i fondamenti dell’approccio strategico all’utilizzo delle risorse comunitarie Webinar 2 - come si scrive bene un progetto europeo Webinar 3 - il passaggio dalla fase di pianificazione alla programmazione operativa.
Comuni e progetti europei: la prospettiva di Francesco Monaco
Abbiamo avuto la possibilità di approfondire il tema delle capacità dei Comuni nell’affrontare i progetti europei con Francesco Monaco, capo del Dipartimento “Fondi europei e investimenti territoriali” della Fondazione IFEL.
D. Come avete visto svilupparsi le capacità dei Comuni nell’ambito dei progetti europei e dell’accesso ai fondi europei? Qual è stato il ruolo di IFEL in questo processo?
Se consideriamo, in una prospettiva evolutiva, i vari cicli in cui si articola la programmazione del Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’UE, osserviamo sicuramente un miglioramento della capacità dei Comuni di usare i fondi europei. Questi miglioramenti coincidono, in larga parte, con la crescita di ruolo e di responsabilità via via attribuite ai Comuni dal sistema di governance dei fondi attualmente vigente.
Con riguardo ai cd “fondi indiretti” a gestione statale e regionale, per esempio in materia di fondi per la politica di coesione (FESR, FSE), la possibilità per Comuni e Città di assumere la funzione di “organismo intermedio” sulla base di una forte delega attribuita dalle autorità di gestione dei programmi, ha fortemente segnato l’incremento di capacità amministrativa e tecnica, sia nelle grandi città (beneficiarie del PON Metro) sia nelle città “medie”, protagoniste degli Assi urbani nei Programmi operativi regionali.
Il salto qualitativo, se il modello di programmazione, gestione e controllo place-based fino ad oggi adottato dall’UE venisse confermato nel QFP 2028-2034, non mancherà di realizzarsi anche nei Comuni di minori dimensioni demografiche o nelle “aree urbane funzionali”, impegnati nelle strategie integrate territoriali dei nuovi programmi.
Discorso a parte merita la riflessione sull’uso dei fondi a gestione diretta. Qui osserviamo un aumento di conoscenza e consapevolezza di piani, programmi e strumenti attuativi (avvisi, bandi, call for proposal, ecc.) che ha interessato, fra gli altri, i Comuni e città italiane. È aumentato anche il numero di partecipazioni alle “chiamate” UE. Tuttavia, i risultati in termini di progetti finanziati sono inferiori all’attese. I Comuni hanno difficoltà a mobilitare le competenze necessarie a redigere proposte competitive nonché a costruire partenariati trans-europei appropriati. Il problema sottostante in parte è obiettivo e noto: nel corso dell’ultimo decennio le amministrazioni locali hanno perso più di un quarto del personale in organico. Le perdite più rilevanti le hanno subite gli uffici tecnici dove si concentra la capacità di programmazione e attuazione degli investimenti pubblici locali.
Come IFEL, a supporto dei Comuni, mettiamo in campo una robusta azione di aggiornamento tecnico professionale attraverso la nostra Scuola; in corso d’anno, inoltre, programmiamo numerose iniziative informative sulle principali linee UE di interesse dei Comuni (Horizon, LIFE, UIA, INTERREG ecc.) per fornire agli enti indicazioni concrete su come sfruttare queste opportunità. Ma tutto questo non basta. Per il prossimo anno, infatti, stiamo pensando di strutturare una vera e propria linea di supporto capace di aiutare i Comuni nella predisposizione delle proposte progettuali. Vorremmo trovare una modalità operative di supporto, quanto più efficace e di semplice erogazione. È per questo che nelle prossime settimane apriremo una riflessione metodologica con un pool di esperti, da allargata successivamente ai diversi players impegnati sul terreno della consulenza alla PA.
Comuni e nuova programmazione 2028-2034: la prospettiva di Vanni Resta
Abbiamo avuto la possibilità di approfondire il tema delle prospettive dei Comuni nella prossima programmazione 2028-2034 con Resta, europrogettista e docente di europrogettazione, responsabile di numerosi corsi organizzati sul tema da IFEL.
D. Quali sono, dal suo punto di vista, gli aspetti cruciali da monitorare, per quanto riguarda i programmi diretti, in questi due anni che ci separano dall’attuazione del nuovo QFP? E cosa possiamo aspettarci (Comuni in primis) dal prossimo settennio?
Com’è noto, la Commissione europea ha formulato due proposte per il nuovo bilancio pluriennale 2028-2034 (il 16 luglio 2025 e il 6 settembre 2025). Di queste iniziative la prima, per così dire, è stata più di carattere politico, mentre, la seconda di carattere tecnico. In entrambe gli atti molte iniziative direttamente gestite dall’UE sono state ripensate. Ad esempio, in generale, il consolidamento dei programmi in nuove grandi “envelopes” con maggiore flessibilità e strumenti dedicati alla competitività, alla difesa, alla cittadinanza europea e alla politica estera.
Per entrambi i livelli descritti vi sono elementi da monitorare. Sicuramente, per quello politico, è necessario tener d’occhio l’orientamento che tutti i Paesi Membri avranno verso il nuovo European Competitiveness Fund, il nuovo Global Europe e il nuovo programma AgoraEU. Poi, per quanto riguarda gli elementi tecnici sarà cruciale per gli europrogettisti seguire la discussione sull’implementazione dei programmi. Infatti, come esposto della commissaria Ekaterina Zaharieva, si prevede, ad esempio, l’uso di inediti meccanismi tipo di “lotteria” nella valutazione di quelle proposte che superino una soglia minima di qualità che verrebbero selezionate tramite sorteggio. Sempre nell’operatività nel Decimo Programma Quadro (di cui capiremo se verrà mantenuto il nome “Horizon”), vi sono poi ulteriori aspetti quali l’eliminazione della distinzione tra “Research and Innovation Actions (RIA)” e “Innovation Actions (IA)” e relative percentuali di cofinanziamento, inoltre, la modifica del template, la riduzione della lunghezza dei work programme dei diversi cluster, l’uso più massivo di consorzi costituiti da “hub-and-spoke”.
È proprio su questi elementi che ho inteso concentrare i due webinar della Scuola IFEL del 28 ottobre e del 30 ottobre. Nella consapevolezza che, soprattutto per quanto riguarda le dotazioni economiche, la partita, a mio avviso chiuderà solo, come d’altronde è già accaduto per l’attuale QFP, al termine del 2027: come dimostrato anche dalla recente lettera (9 novembre) della Presidente della Commissione Von der Leyen, inviata al Presidente del Parlamento Roberta Metsola e al primo ministro danese Frederiksen (Presidente di turno del Consiglio) per attenuare i toni del conflitto provocato proprio dalla suddivisione delle risorse nella proposta del luglio scorso.
Non solo formazione: pubblicazioni e strumenti di IFEL sui fondi europei
L’attività di IFEL non è solo didattica, ma unisce formazione e informazione: sono nate con questo taglio iniziative come Il “PNRR delle cose”, reportage di informazione sui progetti finanziati dal PNRR in collaborazione con il Sole24ore, e Gazzetta IFEL, un podcast di aggiornamento settimanale sulle principali novità normative che riguardano finanza ed economia locale.
Inoltre, dal 2021, IFEL ha avviato, con il progetto Easy, l’Osservatorio sugli investimenti comunali, e la sezione #PNRRinCOMUNE che permette di visualizzare le assegnazioni degli investimenti PNRR rivolti a Comuni, città metropolitane, unioni di Comuni e comunità montane.
Ulteriori contenuti e studi più approfonditi sono consultabili nella sezione “pubblicazioni” del sito, dove vengono condivisi regolarmente rapporti periodici, studi e approfondimenti sull’impatto territoriale della politica di coesione, sul PNRR e sulle novità previste nel nuovo bilancio europeo (di cui abbiamo iniziato a parlare qui). IFEL segue un approccio pragmatico, rendendo disponibili pubblicazioni utili non solo per diffondere la conoscenza sulle Politiche dell’UE, ma anche per supportare operativamente i Comuni che vogliono accedere ai fondi europei. Vi consigliamo quindi di consultare regolarmente il sito per le ultime novità.
Tra gli ultimi studi, la “Bussola per la Coesione territoriale- Una mappa per orientarsi sulle nuove priorità della UE", un dossier pubblicato a maggio 2025, offre una lettura analitica dei nuovi scenari e dei nuovi possibili strumenti di intervento che verranno messi a disposizione dei territori dalla politica di coesione. Il documento traccia anche il processo di revisione di metà periodo della politica di coesione indicando le fasi in cui è possibile offrire - per i rappresentanti del territorio, nel Parlamento UE e nel Comitato delle Regioni - un contributo di idee e di proposte. L’ultima parte del documento è dedicata allo stato dell’arte dell’Agenda Urbana Europea.
Molto interessante anche il dossier “La Cooperazione Territoriale Europea 2021-2027: le principali opportunità di finanziamento per i Comuni” che fa parte delle attività annuali di IFEL dedicate all’approfondimento delle strategie integrate territoriali (urbane e non urbane) sostenute da FESR, FSE+ e FEASR. La prima parte del dossier è dedicata alla storia e all’evoluzione nel tempo della Cooperazione Territoriale Europea, mentre la seconda parte si concentra sui programmi di Cooperazione Territoriale di maggiore interesse per le autonomie locali ed i Comuni, in particolare URBACT.
Le iniziative di IFEL sono un supporto importante per colmare il divario di competenze che rendono in grado i Comuni di intercettare i fondi europei, contribuendo concretamente al raggiungimento degli obiettivi delle Politiche di Coesione. Nei prossimi articoli continueremo a parlarvi di fondi europei ed esperienze dei territori, tramite approfondimenti sui programmi europei, come URBACT, e sulle buone pratiche di alcuni Comuni italiani.