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L’Europa a portata di Comune: le buone pratiche URBACT

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URBACT, un programma per lo sviluppo urbano: le buone pratiche delle città di Borgomanero e Alessandria

Parliamo di URBACT: l’approccio, gli strumenti, le risorse – e un’intervista ai vincitori

Dopo aver dedicato diversi approfondimenti alle iniziative e agli strumenti disponibili per i Comuni per avvicinarsi alla progettazione europea, oggi parliamo di URBACT, un programma europeo di particolare interesse per quanto riguarda lo sviluppo e lo scambio di competenze tra i Comuni – in termini di approccio, di strumenti offerti e di bandi.

Ne parleremo con il vicesindaco del Comune di Borgomanero, Ignazio Stefano Zanetta, e con l’Assessora ai progetti europei del Comune di Alessandria, Vittoria Oneto, per un loro punto di vista e consigli su che cosa significa, nel concreto, presentare una candidatura e realizzare un progetto URBACT.

Reti URBACT, bandi e Infoday

URBACT promuove un approccio allo sviluppo urbano integrato – sia senso “verticale” (prevede la collaborazione tra diversi livelli di governance, regionale, nazionale ed europeo), sia in senso “orizzontale” (considera contemporaneamente le dimensioni ambientali, economiche e sociali); e partecipato, perché coinvolge attivamente (“bottom-up”) cittadini, attori locali e organismi decisionali e amministrativi delle città nell’elaborazione e attuazione di politiche, strategie e piani di azione per lo sviluppo locale sostenibile.

L’obiettivo principale di URBACT è lo sviluppo sostenibile delle città e viene perseguito soprattutto tramite la creazione e il supporto alle Reti URBACT (URBACT Networks) tra città europee. L’obiettivo delle reti è di rafforzare la capacità di governance delle città, valorizzare le competenze di cittadini e attori locali nel far fronte ai problemi che li riguardano e promuovere la trasferibilità di buone pratiche tra città di diversi paesi europei.

Sono previste tre tipologie di reti, che lavorano sui temi della governance partecipativa, della pianificazione urbana, dell’economia locale, dell’azione per il clima e della coesione sociale:

Esistono bandi specifici per ciascuna tipologia di rete. Ci si può tenere aggiornati consultando la pagina Get involved del sito di URBACT, in cui è pubblicato anche un calendario indicativo dei bandi, oltre a seguire il nostro Portale Bandi. Per conoscere da vicino il programma e i bandi, vengono organizzati Infodays dai Punti Nazionali URBACT (National URBACT Points - NUP), gestito in Italia da ANCI: ne abbiamo parlato qui.

Segnaliamo in particolare la prossima uscita del nuovo bando per Action Planning Network, che verrà presentato a fine marzo al prossimo URBACT City Festival di Nicosia.

URBACT: gli strumenti disponibili per i Comuni

URBACT mette a disposizione gratuitamente risorse e strumenti online, accessibili anche ai Comuni che non fanno parte di nessuna rete. Tra queste:

Il bando per le reti di trasferimento (Call for Transfer Network)

Il bando per la creazione delle reti per il trasferimento (Call for Transfer Network) è uno dei bandi più interessanti di URBACT. Il suo obiettivo è quello di promuovere il trasferimento di buone pratiche già testate e validate all’interno di reti di città dei paesi membri dell’Unione europea (e, con alcune limitazioni, anche di paesi extra-europei). È particolarmente interessante per almeno quattro buone ragioni.

1. È accessibile: per candidarsi, il primo passo è quello di creare un network. Da questo punto di vista URBACT è particolarmente accessibile perché:

  • Sono ammessi tutti i tipi di città, indipendentemente dal numero di abitanti;
  • Incoraggia la partecipazione di città che non hanno esperienza nel programma (i cosiddetti newcomers, termine della progettazione europea di cui abbiamo parlato anche qui);
  • Richiede che ci sia un buon bilanciamento tra città provenienti da regioni diverse, con presenza di città provenienti da regioni meno sviluppate dell’UE;
  • È permessa la partecipazione, oltre delle città, anche di enti pubblici come autorità provinciali, regionali e nazionali, università e centri di ricerca e Autorità di Gestione.

2. Si basa su buone pratiche testate e riconosciute: solo una città che ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della buona pratica da parte di URBACT può agire come capofila (Lead) di una Rete di Trasferimento attraverso cui la pratica viene condivisa. Questo significa che si tratta di una buona pratica già testata, che avrà maggiori possibilità di poter essere replicata con successo all’interno del network. Il processo di candidatura che la città ha affrontato per far riconoscere la sua buona pratica, dà anche indicazioni sul suo alto grado di iniziativa e proattività, caratteristiche fondamentali per il capofila (Lead) di una rete. Il riconoscimento della buona pratica si fonda su criteri come:

  • la capacità di generare impatto positivo a livello locale;
  • l’approccio partecipativo e integrato (considerando aspetti sociali, ambientali ed economici);
  • la rilevanza a livello europeo (per cui deve riguardare sfide comuni);
  • la capacità di trasferibilità e replicabilità in altri contesti.

3. I progetti sono inseriti in una struttura definita, basata su un metodo testato da URBACT: il bando promuove il trasferimento e la scalabilità delle buone pratiche seguendo una struttura precisa. Questo permette un accompagnamento strutturato dei network, basato su:

  • Le tre fasi dell’Understand, Adapt and Re-Use (comprendere, adattare e riutilizzare). La prima fase (Understand) si concentra sulla comprensione della buona pratica da parte di tutti i membri del network; la seconda (Adapt) sull’adattamento della buona pratica nei contesti locali, tramite la creazione in ciascuna città di Gruppi Locali di URBACT (URBACT Local Groups- ULG); la terza e ultima (Re-Use) sulla finalizzazione del processo di trasferimento della buona pratica e la produzione in ciascuna città di un Piano di Trasferimento, un documento strategico che descrive in dettaglio come la buona pratica verrà implementata o riutilizzata nel proprio territorio. Le tre fasi sono spiegate nel dettaglio all’interno della Guida della call, documento in cui si trovano anche altre informazioni utili come un glossario dei termini e consigli per la creazione dei partenariati;
  • I tre pacchetti di lavoro (Work Package), che includono attività trasversali da realizzare in tutte le tre fasi e riguardano la gestione del Network (WP1), le attività a livello del Network (WP2), le attività a livello locale (WP3). La Guida della call definisce una lista dettagliata delle attività che ciascuna città deve realizzare per ciascun Work Package.

4. Prevede un supporto ad-hoc da parte di esperti: oltre al budget disponibile per le attività del network, il bando mette a disposizione risorse aggiuntive per mobilitare esperti che accompagnano il lavoro della rete. Un elemento molto utile per fare fronte a un diverso grado di competenze presente tra le città del network. La selezione degli esperti segue regole precise di contrattazione definite da URBACT, disponibili nel testo del bando, per evitare conflitti di interesse.

Per questi motivi, si tratta quindi di un’opportunità adatta e arricchente sia per città più esperte, sia per Comuni che per diverse ragioni hanno più difficoltà ad accedere alle opportunità europee.

Dalla teoria alla buona pratica: i progetti di Alessandria e Borgomanero

Come Guida, abbiamo iniziato a seguire i Comuni di Alessandria e Borgomanero a partire dal loro primo ingresso in URBACT, raccontandovi delle due buone pratiche di ciascun Comune che avevano ottenuto il riconoscimento ufficiale di URBACT nel 2024. Durante l’infoday di URBACT, organizzato da ANCI Piemonte e tenutosi a Orta San Giulio a maggio 2025, i Comuni sono stati invitati a raccontare le due buone pratiche, in vista della loro candidatura come Lead alla Call for Transfer Network. A ottobre 2025, entrambi i Comuni sono risultati tra i 25 vincitori del bando. I progetti sono stati avviati a inizio novembre 2025 e si concluderanno a fine aprile 2028.

Gli ultimi risultati di questa call dimostrano ancora una volta come le opportunità di URBACT siano accessibili a tutti: come segnala ANCI Piemonte, il 90% delle città coinvolte sono di piccole e medie dimensioni, ed il 64% dei membri dei network selezionati sono “newcomer” alla loro prima esperienza URBACT.

La Città di Alessandria ha presentato il progetto “Theatre for All”, un progetto teatrale partecipativo e multilivello che ha visto il coinvolgimento della popolazione per promuovere il teatro, favorire la creazione di un nuovo pubblico e incrementare l’accesso alla cultura. Un processo di teatro comunitario che accompagna la riapertura del Teatro Comunale pubblico, prevista per il 2026 con fondi di Next Generation EU. Il network include il Comune di Alessandra come Lead Partner e le città di Den Bosch (Paesi Bassi), Rhodhos (Grecia), Plasencia (Spagna), Braga (Portogallo), Celje (Slovenia), Khotyn (Ucraina).

La Città di Borgomanero ha presentato il progetto “Lake contract for protecting and valorising water resources”, che promuove un approccio partecipativo alla tutela delle risorse naturali tramite il Contratto di Lago del Cusio, operante per la tutela del Lago d’Orta (Piemonte, Italia). Il Contratto del Lago Cusio, gestito e animato dall’Associazione Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, riunisce oltre 130 attori locali in un piano d’azione. Questo piano coniuga la tutela dell’ambiente e lo sviluppo territoriale, integrando al contempo componenti sociali, economiche ed educative. Propone azioni collettive e individuali in quattro aree: riduzione dell’inquinamento, ecosistema lacustre, riqualificazione condivisa del territorio ed educazione alla sostenibilità ambientale. Il network vede Borgomanero come Lead partner, con Águeda (Portogallo), Ioannina (Grecia), Silla (Spagna), Kolašin (Montenegro), Tartu (Estonia), Ternopil (Ucraina) ed Edineț (Moldova).

Abbiamo chiesto al Vicesindaco di Borgomanero, Ignazio Stefano Zanetta, e all’Assessora ai progetti Europei del Comune di Alessandria, Vittoria Oneto, di raccontarci quello che sta accadendo nei due progetti; e di darci alcuni consigli che possono essere utili per i Comuni che vogliono candidarsi nella prossima call.

Perché la vostra città ha deciso di partecipare a URBACT?

Il Comune di Alessandria ha scelto di partecipare a URBACT con il progetto “Theatre4all” perché rappresenta uno strumento strategico per rafforzare la capacità delle città di progettare e attuare politiche urbane integrate, inclusive e sostenibili.

URBACT è sia un programma di finanziamento, sia un vero e proprio metodo di lavoro, che consente di mettere in dialogo l’amministrazione con stakeholder locali e partner europei, favorendo l’apprendimento reciproco e il miglioramento delle politiche pubbliche.

Nel nostro caso, la partecipazione nasce dalla volontà di valorizzare una buona pratica locale nel campo dell’accessibilità culturale e dell’inclusione sociale, con specifico riferimento al teatro, trasformandola in un patrimonio condiviso a livello europeo. Allo stesso tempo, URBACT ci permette di confrontarci con altre città su sfide comuni, rafforzando le competenze interne dell’amministrazione e migliorando la qualità delle decisioni pubbliche a beneficio dei cittadini. Il Comune di Borgomanero è arrivato ad essere coordinatore di un progetto URBACT grazie un percorso di rafforzamento delle capacità avviato nel 2018, in collaborazione con ANCI Piemonte. Nel 2021 il primo progetto europeo, Solidarity IN ProGress, finanziato dal Programma Europa per i cittadini; poi due esperienze con la European Urban Initiative — il City-to-City Exchange con Silla (marzo 2024) e la Peer Review (giugno–ottobre 2024) che hanno lavorato sulla Strategia Urbana d’Area: il piano condiviso dai Comuni dell’Alto Novarese e della Bassa Valsesia, guidato da Borgomanero, per integrare mobilità dolce, rigenerazione e valorizzazione del patrimonio, con progetti concreti e governance dedicata. A ottobre 2024 il riconoscimento di Buona Pratica URBACT; ad aprile 2025 la partecipazione all’URBACT City Festival e, infine, la decisione di candidarsi come capofila al bando per le Reti di Trasferimento. Borgomanero ha scelto URBACT per valorizzare e internazionalizzare una politica territoriale specifica e di successo: il “Contratto di Lago del Cusio”, lo strumento partecipativo adottato dal territorio intorno al Lago d’Orta per proteggere le risorse idriche che, nel corso degli anni, erano state sfruttate fino all’esaurimento e poi recuperate grazie a interventi innovativi e costosi.

Che cosa consigliereste a un Comune che vuole portare in URBACT una sua buona pratica, o partecipare alla Call for Transfer Networks?

Da parte del Comune di Alessandria, il primo consiglio è di partire da una buona pratica realmente consolidata, testata sul territorio e sostenuta da una chiara visione politica. URBACT richiede che le città siano pronte non solo a raccontare un’esperienza di successo, ma anche a metterla in discussione, migliorarla e adattarla attraverso il confronto europeo. Se poi è anche innovativa, tanto meglio.

È fondamentale coinvolgere fin dall’inizio la struttura amministrativa e gli stakeholder locali, costruendo un gruppo di lavoro stabile e trasversale. URBACT premia infatti la capacità di lavorare in modo partecipativo e integrato, più che la sola dimensione tecnica del progetto.

Infine, consigliamo di investire tempo nella preparazione della candidatura: studiare attentamente i documenti di bando, confrontarsi con il National URBACT Point e costruire un partenariato coerente e motivato. La qualità del processo è tanto importante quanto il risultato finale.

Da parte del Comune di Borgomanero, sottolineiamo che il Programma URBACT, con il bando per Reti di trasferimento, non finanzia nuove idee, ma la valorizzazione di politiche o strumenti che abbiano già dato prova di essere efficaci, con dati certi sui risultati raggiunti e un forte impatto dimostrabile. Il primo consiglio è, quindi, di partire da un punto di forza del proprio territorio.

È inoltre importante costruire reti e partecipare a eventi di rafforzamento delle capacità: Borgomanero ha lavorato con ANCI Piemonte e con l’Associazione Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone ben prima della scadenza, partecipando a eventi di scambio e formazione per capire il linguaggio e le priorità europee. Arrivare "a freddo" su questi bandi è quasi garanzia di insuccesso.

Quali sono gli aspetti più positivi e le sfide che state affrontando nel realizzare il progetto?

Tra gli aspetti più positivi che rileviamo come Comune di Alessandria, spicca senza dubbio il valore del confronto europeo: lavorare con città diverse per dimensione, contesto e tradizioni amministrative arricchisce il progetto e offre nuove prospettive sulle politiche locali. URBACT favorisce un forte rafforzamento delle competenze interne, sia sul piano progettuale sia su quello della governance.

Un altro elemento chiave è il coinvolgimento degli stakeholder locali, nel caso specifico attraverso l’attivazione dell’URBACT Local Group, che contribuisce a rendere le politiche più efficaci e condivise, aumentando l’impatto del progetto sul territorio.

Le principali sfide riguardano invece la complessità del coordinamento internazionale e la necessità di integrare i tempi e i metodi del progetto europeo con quelli dell’amministrazione locale. A questo si aggiunge l’impegno richiesto sul piano gestionale e amministrativo, che richiede organizzazione, continuità e una forte collaborazione tra uffici.

Sono però sfide che riteniamo pienamente giustificate dai risultati ottenuti e dal valore aggiunto che URBACT porta alle città coinvolte. Tra gli aspetti positivi che rileviamo come Comune di Borgomanero, c’è sicuramente la possibilità di ricevere un finanziamento: il Programma permette di finanziare attività concrete di scambio, viaggi studio e personale dedicato, cosa che il bilancio comunale ordinario non consentirebbe.

Ma non si tratta solo di finanziamenti. Il personale comunale e gli amministratori acquisiscono competenze di gestione internazionale, inglese tecnico e project management che portano a una crescita dell’ente. A questo, si aggiunge l’opportunità di ottenere visibilità internazionale: da "Comune di provincia" a "Lead Partner europeo" che presenta i propri risultati in Europa.

Le sfide maggiori risiedono nella complessità amministrativa e contabile: gestire un finanziamento europeo richiede un grande sforzo amministrativo e di rendicontazione. Inoltre, considerato che il finanziamento viene erogato solo a fronte di rendicontazione, il Comune deve prestare attenzione a una gestione attenta della liquidità.

Infine, occorre ricordare che coordinare partner da paesi diversi richiede uno sforzo costante di mediazione culturale e linguistica da parte del nostro personale.

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